Il gattino e i grandi spazi aperti
Il
gattino non dovrebbe uscire di casa prima di aver completato il primo
ciclo di vaccinazioni. E anche allora, dovreste aspettare ancora 2
settimane per essere certi che il vaccino abbia avuto effetto. L'età
giusta per iniziare a fargli conoscere il mondo esterno è intorno alle
14-16 settimane di vita, ma non lasciatelo andare in giro da solo
finché non si sentirà davvero sicuro di sé, ad esempio quando sarà
abbastanza grande da riuscire a usare la gattaiola (se ne avete una).
Finché è ancora piccolo, dovrete stare con lui quando gioca e stare
attenti a che non scappi. Una volta cresciuto, però, potrete lasciarlo
libero di andare e venire a suo piacimento.
Alcune persone preferiscono tenere i propri gatti dentro casa,
il che va bene purché i gatti riescano comunque a fare sufficiente
attività fisica. Non c'è alcuna ragione perché un gatto "casalingo" non
possa vivere una vita del tutto felice e sana anche senza mai mettere
il naso fuori casa. Se appartenete alla categoria, chiedete consiglio
al veterinario su come tenere il gatto nella migliore forma fisica
possibile calibrando il cibo e l'attività derivante dal gioco domestico.
Come rendere "a prova di gattino" anche il mondo esterno?
Lasciar
giocare il gattino fuori casa per la prima volta può essere
scoraggiante. Ma non preoccupatevi: ecco alcuni semplici passi per
mantenerlo vivo e vegeto.
Informate il vicinato della presenza del vostro nuovo micio.
Cercate di incoraggiarlo a stare ben lontano dalle strade trafficate e a tornare a dormire a casa la sera.
Rimuovete tutte le piante velenose dal giardino, ad esempio gigli, maggiociondoli e digitale.
Liberate ripostigli e garage da tutte le sostanze chimiche pericolose.
Non usate lumachicidi in pasticche, a meno che non siano del tipo speciale atossico per gli animali domestici.
Il microchip - un piccolo oggetto che fa un'enorme differenza
Fate
indossare al gatto un collare che riporti il vostro nome e i vostri
recapiti, e prendete in considerazione l'idea di fargli mettere il
microchip.
Si tratta di un dispositivo minuscolo, grande più o meno come un
chicco di riso, che viene impiantato sottopelle. Riporta un numero
univoco che viene registrato in un database centrale, in modo che il
gatto possa essere ricollegato più facilmente a voi se mai si dovesse
smarrire.