I gatti possono avere la sindrome di Down?

Pubblicato da Dott.ssa Patty Khuly
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I veterinari si sentono rivolgere questa domanda più spesso di quanto si possa pensare. Di solito viene posta dai proprietari a cui sembra che il proprio gatto abbia un aspetto e un comportamento anomali, in modo simile a quanto si verifica nella sindrome di Down.

Gatti con caratteristiche somatiche insolite e determinate anomalie comportamentali sono diventati popolari sui social media. Sostenendo di avere gatti con sindrome di Down, alcuni proprietari hanno creato account per loro sui social network, contribuendo a diffondere la credenza che questo sia possibile.

I gatti possono avere la sindrome di Down?

Nonostante le voci che circolano su Internet, nessun gatto ha la sindrome di Down. È semplicemente impossibile.

Partiamo da qualche informazione sulla sindrome di Down: si tratta di una condizione che in Italia interessa circa 1 bambino ogni 1200 nuovi nati ogni anno. È causata da un errore nella divisione del materiale genetico durante lo sviluppo del feto che dà luogo a una copia extra, totale o parziale, del cromosoma 21. Viene infatti chiamata anche trisomia 21.

In sostanza, i cromosomi organizzano il DNA in ogni cellula in “pacchetti”, aiutando le cellule a trasmettere il materiale genetico quando si dividono. Il cromosoma 21 in più (intero o parziale) causa una serie di alterazioni che conferiscono alle persone con sindrome di Down alcuni tratti fisici comuni.

Secondo la National Down Syndrome Society, le persone con sindrome di Down tendono a presentare tutte o alcune delle caratteristiche seguenti:

  • Ipotonia muscolare
  • Bassa statura
  • Occhi a mandorla
  • Singola piega profonda trasversale sul palmo della mano.

È importante sottolineare che le persone con sindrome di Down non hanno tutte lo stesso aspetto.

Perché non esistono gatti con sindrome di Down

Gli esseri umani hanno 23 coppie di cromosomi. I gatti ne hanno 19. È quindi evidentemente impossibile che abbiano un cromosoma 21 in più. Questo non significa che occasionalmente i gatti non possano avere cromosomi extra.

Anzi, uno studio pubblicato nel 1975 nell’American Journal of Veterinary Research ha identificato una rara anomalia cromosomica in cui i gatti maschi possiedono un cromosoma soprannumerario, come avviene negli uomini affetti da sindrome di Klinefelter. Questi gatti sono molto particolari, perché il materiale genetico contenuto nel cromosoma extra influisce sulla colorazione del loro mantello. I gatti maschi che presentano questa anomalia possono essere tricolori (“calico” o “tartarugati”), mentre normalmente solo le femmine lo sono.

Anomalie che possono ricordare la sindrome di Down

Su Instagram si sono visti casi particolarmente clamorosi: alcuni gatti dall’aspetto insolito, attribuito dai proprietari alla presenza di cromosomi extra, sono divenuti dei veri e propri fenomeni del web. Ma non è chiaro se queste presunte anomalie cromosomiche siano mai state verificate attraverso test genetici.

Nonostante le affermazioni discutibili e le realtà biologiche, l’espressione “sindrome di Down felina” ha acquistato popolarità. È tuttavia importante ricordare che la comunità dei medici veterinari non riconosce la sindrome di Down come patologia veterinaria e, per di più, disapprova l’attribuzione di patologie umane agli animali sulla base di presunte similitudini di carattere fisico o comportamentale, che può essere interpretata come irrispettosa verso le persone che ne sono affette.

Ciò nonostante, alcuni tratti fisici e caratteriali possono trarre in inganno, inducendo persone ben intenzionate ad attribuire erroneamente patologie umane ai gatti. I cosiddetti “gatti con sindrome di Down” di solito presentano alcune caratteristiche distintive, tra cui:

  • Naso largo
  • Occhi a mandorla (e talvolta molto distanziati)
  • Orecchie piccole o di forma insolita
  • Ipotonia muscolare
  • Difficoltà a camminare
  • Difficoltà a urinare o defecare
  • Disturbi della vista o dell’udito
  • Problemi cardiaci

Gatti con anomalie fisiche o comportamentali

Le caratteristiche fisiche e le anomalie comportamentali dei cosiddetti “gatti con sindrome di Down” sono indicative di altre patologie, non necessariamente di origine genetica.

L’aspetto e il comportamento di questi gatti possono essere causati da una varietà di problemi, tra cui infezioni, malattie neurologiche, anomalie congenite e persino traumi. I gatti che sono stati infettati in utero dal virus della panleucopenia possono sviluppare alcune di queste tipiche anomalie fisiche e comportamentali. Altri gatti sono affetti da ipoplasia cerebellare, una patologia che può causare alcuni dei comportamenti e dei tratti somatici dei “gatti con sindrome di Down”.

Le gatte esposte a determinate tossine possono partorire gattini con malformazioni congenite a carico della struttura facciale e del sistema neurologico. Anche un trauma cranico o facciale, soprattutto in un gattino molto giovane, può provocare danni neurologici permanenti e lesioni al muso che possono sembrare congenite.

Aspettative per i gatti con esigenze speciali

Se il tuo gatto presenta alterazioni comportamentali o fisiche, potrebbe rientrare tra quelli che definiamo “gatti con esigenze speciali”. A un osservatore distratto, alcuni tratti frequenti in questi gatti speciali potrebbero ricordare quelli associati alla sindrome di Down, sebbene i nostri amici felini non possano esserne affetti.

I gatti con esigenze speciali hanno bisogno di attenzioni speciali. I proprietari devono dedicare loro qualche cura in più, ad esempio per proteggerli da pericoli come scale e piscine, predatori e altri rischi a cui sono più esposti. Questi gatti possono aver bisogno di aiuto per svolgere le attività basilari (pulirsi, alimentarsi, bere, ecc.) o per destreggiarsi nella vita quotidiana, data la perdita di vista o di udito.

Qualunque cosa tu faccia, il veterinario sarà il tuo migliore alleato. I proprietari di gatti con esigenze speciali dovrebbero informarsi su tutte le opzioni disponibili per la cura della salute dei loro amici felini.

Contributor Bio

Dott.ssa Patty Khuly

Dott.ssa Patty Khuly

 

La Dott.ssa Patty Khuly si è laureata con lode presso il Wellesley College e la School of Veterinary Medicine dell’Università della Pennsylvania. Ha conseguito un Master in Business Administration presso The Wharton School of Business nell’ambito del prestigioso programma di doppia laurea VMD/MBA (medicina veterinaria e amministrazione aziendale). Oggi è l’orgogliosa proprietaria della Sunset Animal Clinic di Miami, Florida. Ma non è tutto. La Dott.ssa Khuly è anche una lettrice appassionata, una fanatica di lavori a maglia, hot yoga e musica, una runner non troppo esperta e un’infaticabile amante della buona cucina. Vive a South Miami insieme a tre cani, innumerevoli gatti, due capre salvate dall’abbandono e un esilarante stuolo di galline.

 

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